Risposte alle sottoaperture

sottoaperture

I classici metodi a disposizione del rispondente si basano sull’assunto che l’apertura sia relativamente disciplinata sia in 1a che in 2a posizione. Il colore, pur senza vincoli troppo rigidi, è certamente sesto e di qualità almeno decente. Su tali presupposti, lo stile di risposte alle sottoaperture più diffuso è detto RONF, acronimo di Raise Only Non Forcing, cioè “Soltanto l’appoggio non è forzante”.

Risposte alle sottoaperture: nuovi colori forzanti

Un nuovo colore del rispondente è forte e forzante 1 giro.

Su una sottoapertura nobile, un nuovo colore del rispondente sottintende scarso fit o, più probabilmente, misfit nel colore dell’apertore. Nonostante ciò, la mano del rispondente è forte abbastanza per avere prospettive di manche. È inutile e fuorviante dare indicazioni di punteggio: possiamo solo osservare che nella maggioranza dei casi il rispondente ha una mano che, se fosse stato apertore, avrebbe costituito almeno un “piccolo rever”.

Sulla sottoapertura a quadri, invece, le risposte 2 e 2♠ non escludono un fit a quadri. Il rispondente, infatti, potrebbe essere alla ricerca dell’atout più conveniente per l’eventuale manche.

Un nuovo colore del rispondente è almeno quinto decente se si tratta di un nobile, più probabilmente sesto se si tratta di un minore. Forzante 1 giro vuol dire che la dichiarazione può essere abbandonata su un’eventuale ripetizione sotto manche del colore di apertura o del colore di risposta. La dichiarazione sotto manche di uno dei colori residui, invece, è ancora forzante.

Il metodo basato sui cambi di colore forzanti favorisce tutta la dichiarazione costruttiva, compreso l’accostamento a slam col fit nel colore di apertura, come spiegato nel prossimo paragrafo. C’è, tuttavia, un prezzo da pagare: il rispondente non può mai introdurre un proprio colore se non è abbastanza forte per forzare l’apertore a proseguire. Ne consegue che spesso l’unica dichiarazione possibile è il passo sulla sottoapertura, anche in totale misfit e in presenza di un proprio colore lungo di ottima qualità.

Risposte alle sottoaperture: l’interrogativa 2SA

La risposta 2SA è un relay interrogativo, forzante fino a 3 nel colore di apertura

La risposta 2SA è usata primariamente con mani da tentativo di manche o di slam col fit nel colore di apertura.

Non è escluso che la risposta possa essere usata per valutare la possibilità di giocare a senz’atout anziché nel colore di apertura. Un’eventuale dichiarazione di 3SA dopo il relay 2SA e la replica dell’apertore è, perciò, certamente a giocare.

Sono, invece, escluse dal 2SA le mani forti che cerchino la manche o lo slam in un colore proprio del rispondente. Tale colore, infatti, verrebbe dichiarato come forzante direttamente sull’apertura. Questa ne è la comoda conseguenza:

dopo il relay 2SA e la replica dell’apertore, un nuovo colore del rispondente va inteso come cue-bid che fissa il colore di apertura.

Ecco il motivo per cui giocare i nuovi colori forzanti favorisce indirettamente anche l’accostamento allo slam col fit nel colore di apertura.

Risposte dell’apertore all’interrogativa 2SA

Esistono diversi schemi con cui l’apertore può rispondere all’interrogativa 2SA. Le convenzioni più comuni sono la Ogust, molto diffusa anche per la sua semplicità, e quella secondo la quale l’apertore dichiara un colore laterale dove possiede un valore (“feature“), tipicamente un Asso o un Re. Altri schemi possono essere ottenuti modificando in parte o del tutto le risposte Ogust. È necessario, quindi, che una coppia concordi il proprio metodo.

Sul 2SA, le risposte Ogust originali sono semplici e piuttosto facili da memorizzare:

3♣Apertura minima, colore brutto
3Apertura minima, colore bello
3Apertura massima, colore brutto
3♠Apertura massima, colore bello
3SAColore con tutti e tre gli onori maggiori: AKQxxx

Il colore s’intende “bello” quando contiene 2 dei 3 onori maggiori (AK, AQ o KQ), “brutto” quando ne contiene uno solo. Alcuni autori considerano “belli” anche AJ10xxx e KJ10xxx, nonostante vi sia un solo onore maggiore.

Le risposte Ogust al relay 2SA sono generalmente applicate dopo la sottoapertura in un nobile. Se la sottoapertura è a quadri, invece, è preferibile che sul 2SA l’apertore dichiari i fermi laterali ai fini di una possibile manche a senz’atout.

Risposte alle sottoaperture: gli appoggi

Gli appoggi sotto manche (livello 3 per i nobili, livello 3 o 4 per le quadri) seguono sempre un’unica, semplicissima regola:

gli appoggi sotto manche del colore di apertura sono sempre interdittivi e non invitanti.

Il rispondente mostra un fit generalmente terzo in una mano senza visuale di manche. Lo scopo è soltanto quello di alzare il livello dichiarativo per ostacolare l’avversario. Se avesse una mano invitante, infatti, il rispondente dichiarerebbe 2SA per indagare sulla qualità dell’apertura. Sulle risposte di appoggio, perciò, l’apertore deve passare anche se ha una mano massima.

L’appoggio al livello di manche è ambiguo: può essere debole in difesa oppure forte in attacco.

A volte il rispondente avrà una mano debole con un gran fit nel colore di apertura, adatta al barrage. Altre volte avrà valori sufficienti per dichiarare la manche in attacco, in tal caso anche col minimo del fit. L’ambiguità del rispondente è fastidiosa per gli avversari ma non per l’apertore, che è tenuto a passare in ogni caso. Se l’avversario dichiara, un successivo contre del rispondente indica che la dichiarazione di manche era avvenuta in attacco e non in barrage.

Una risposta speciale: 4 “Blackwood del poverello”

Le risposte alle sottoaperture con un salto in un nuovo colore sotto manche si prestano a essere giocate con significati specifici concordati dalla coppia. In mancanza di accordi, per evitare incidenti, è bene che questi salti restino semplicemente inutilizzati.

Qui si suggerisce di usare il salto a 4♣ come RKCB nel colore della sottoapertura. Nel bridge americano, dove è abbastanza diffusa, la convenzione è detta Poor Man’s Blackwood, con riferimento scherzoso alla debolezza manifestata dall’apertore.

Sul 4♣, le risposte dell’apertore tengono conto del fatto che un’apertura debole non può contenere più di 2 carte-chiave (i cosiddetti “5 assi”):

40 “assi”
41 “asso” senza la Dama di atout
4♠1 “asso” con la Dama di atout
4SA2 “assi” senza la Dama di atout
5♣2 “assi” con la Dama di atout

Sistemazione alternativa: nuovi colori non forzanti

Coppie che abbiano concordato uno stile aggressivo e indisciplinato, particolarmente in 1a posizione (stile “statistico”), potrebbero preferire risposte alle sottoaperture con nuovi colori non forzanti.

Il metodo consente al rispondente di introdurre un proprio colore senza creare troppa pressione sull’apertore. Contrariamente al metodo standard, qui è possibile correggere un colore di apertura forse misero o soltanto quinto con un proprio colore lungo di qualità adeguata. Inoltre, poiché l’apertore tenderà comunque ad appoggiare in caso di fit, vi sarà una maggiore duttilità nei tentativi di manche subordinati al ritrovamento del fit.

Lo svantaggio è che tutte le mani più forti, con o senza fit, devono transitare per il relay forzante, sovraccaricandolo.

Gli sviluppi successivi al relay saranno, allora, meno semplici e meno precisi di quelli inclusi in uno schema basato sui nuovi colori forzanti. Giocando aperture indisciplinate anche quinte e nuovi colori non forzanti, è inevitabile che le risposte dell’apertore all’interrogativa 2SA vadano rimodellate. In primo luogo sarà necessario distinguere un’apertura quinta da una sesta, lasciando meno spazio per differenziare aperture minime e massime e colori più o meno belli. Inoltre, c’è l’eventualità che il rispondente possa usare il 2SA con una mano forte, misfit con l’apertore e un proprio colore da proporre come atout. Si comprende facilmente come tutta la dichiarazione costruttiva sia più scomoda rispetto a quella basata sui nuovi colori forzanti. Nonostante ciò, chi adotta questo metodo ritiene che quanto è sacrificato della dichiarazione costruttiva sia ben compensato da una maggiore efficacia difensiva e competitiva.

Sistemazione in base a vulnerabilità e posizione di board

Come abbiamo visto, la situazione di zona e la posizione di board possono condizionare in modo significativo lo stile di sottoapertura. Non c’è da meravigliarsi, quindi, che coppie esperte e affiatate possano decidere di giocare risposte alle sottoaperture diverse secondo la vulnerabilità e/o la posizione di board. Per esempio, una coppia potrebbe decidere di sottoaprire in maniera relativamente disciplinata in zona e molto aggressiva in prima. In risposta, allora, potrebbe essere sensato giocare i nuovi colori forzanti in zona e non forzanti in prima. Ne risulterebbe privilegiata la dichiarazione costruttiva nel primo caso e quella difensiva nel secondo. Anche la differenza tra 1a e 2a posizione, per quanto spiegato nel precedente articolo, potrebbe determinare delle differenze nelle risposte e negli sviluppi successivi. Tutto è lasciato, quindi, alle preferenze dei giocatori e alla loro disponibilità a memorizzare le possibili varianti.

Conclusioni

I due articoli sulle sottoaperture, senza alcuna pretesa di essere esaustivi, hanno cercato di mettere in evidenza le logiche alla base delle possibili scelte. Per questo sono state evitate indicazioni di punti-onori e “regole” varie, di dubbia validità in un territorio licitativo tanto dipendente da vulnerabilità, posizione di board e stile di coppia. L’intento di questi articoli è soprattutto fornire materia di discussione a coppie già costituite o che si stanno formando. Nel campo delle aperture deboli, barrage compresi, ciò che conta di più è essere sulla stessa lunghezza d’onda del compagno e, possibilmente, giocare risposte adatte allo stile che si è concordato.

Chi è interessato alla discussione può lasciare commenti o fare domande qui.

Appunti e dispense scaricabili

Pagina Facebook

5 commenti su “Risposte alle sottoaperture”

  1. Ferruccio Rainieri

    Buongiorno,nei prossimi articoli potrebbe essere utile sapere come intervenire nel caso delle sottoaperture avversarie a livello due.
    Grazie

  2. Sara D'Antuono

    Nel congratularmi ancora una volta per il prezioso lavoro svolto, chiedo: un rialzo a livello 4 del compagno, senza interferenza avversaria, è azione libera da vincoli di punteggio o distribuzione? Ossia potrebbe essere fatta sia con una mano forte da 14/15 punti (senza visuale di Slam) che con mani deboli-debolissime con appoggio 4°-5° o più e valori distribuzionali?
    Grazie di tutto Mario.

    1. È proprio così, Sara. Il rialzo a manche può essere fatto con qualunque mano il rispondente lo ritenga conveniente: mano forte senza visuale di slam, mano debole o debolissima adatta al barrage o mano intermedia con cui valuti che giocare la manche sia una buona scommessa. Come vedi, solo il rispondente può sapere perché ha chiamato 4 e per questo l’apertore non deve prendere iniziative.

  3. Come sempre concetti espressi in modo chiaro e comprensibile per giocatori di qualsiasi livello. Utile per chi voglia adottare sia lo stile “conservatore” sia quello “aggressivo “. Il 2 quadri usato come sottoapertura a quadri è sempre meno usato. Mi piacerebbe leggere qualcosa sulle varie alternative da dare a tale all’apertura.

    1. Per giocatori che non hanno problemi di memorizzazione di sviluppi artificiali trovo ottimo il 2 quadri bilanciata 18-19, non tanto per l’apertura in sé quanto per il fatto di eliminare il rever a SA dall’apertura di 1. I vantaggi sono tanti e importanti (ci vorrebbe un articolo intero per parlarne come si deve) e non è un caso che sempre più coppie forti usino questa convenzione o la variante di Bocchi (2 fiori per la bilanciata 18-19 e 2 quadri forcing generico).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *